Riavvicinarsi al cavallo dopo un lungo periodo

Riavvicinarsi al cavallo dopo un lungo periodo

Dopo mesi di obbligata lontananza dai nostri cavalli, dal nostro sport, dalla nostra quotidianità in maneggio e dai nostri amici è finalmente arrivato il momento del ritorno in scuderia; ma non sarà tutto come prima…

Prendendo coscienza di ciò, è importante capire come comportarsi, almeno per un periodo, con l’ambiente, gli animali e le persone di cui abbiamo sentito tanto la mancanza.

Infatti, oltre alle normative del Governo che ci impongono guanti e mascherina, distanziamento sociale e numeri chiusi in campo, esistono comportamenti “non scritti” che aiutano a riacquisire il rapporto con il nostro cavallo, che comunque, ricordiamo, non è andato perso.

Molti in questo periodo si sono domandati : ”Ma il mio cavallo si ricorderà ancora di me?” La risposta è “sì”. Esistono molti studi etologici che ci dimostrano la capacità del cavallo di ricordarsi atteggiamenti e eventi sia negativi che positivi. In quanto preda, il cavallo è portato a ricordarsi molto facilmente ciò che lo spaventa e che può rappresentare un pericolo per la propria incolumità, ma allo stesso modo è in grado di ricordare oggetti, situazioni o persone/simili che sono stati in grado di offrirgli benessere fisico e psicologico e di conseguenza sarà predisposto a ricreare queste determinate situazioni.

Se per i nostri cavalli siamo sempre stati elementi positivi in grado di offrire benessere, sicurezza e svago saranno più che felici di vederci rientrare in scuderia!

Anche se il nostro cavallo è felice di rivederci non vuol dire che possiamo riprendere il lavoro con lui esattamente dal punto in cui lo abbiamo lasciato. Dobbiamo ricordarci che in questo sport gli atleti sono due, e, pertanto, devono essere entrambi allenati per poter svolgere l’attività al meglio.

In questo periodo alcuni cavalli sono stati lasciati al riposo in paddock o semplicemente non sono stati montati. La ripresa del lavoro dovrà essere, allora, graduale, per non creare stress o problemi fisici sia nel cavallo che nel cavaliere. Gli esperti ci consigliano, in questo caso, di iniziare con un lavoro alla corda via via più intenso per poi proseguire con sessioni brevi di lavoro a sella che permettono una ripresa dell’atleticità del cavallo.

Nel caso in cui, invece, il cavallo sia stato continuamente allenato da istruttori o tecnici, e quindi abbia mantenuto le sue capacità fisiche e atletiche, sarà compito del cavaliere concedersi un lasso di tempo per poter ripristinare la propria fisicità e la collaborazione cavallo-cavaliere. Da qui l’importanza di continuare ad allenarci anche a casa per una più veloce ripresa degli allenamenti.

 

Questa quarantena, che è sembrata infinita, ci ha aiutato a capire quanto effettivamente siano importanti i rapporti che tutti noi abbiamo con i nostri animali e con le persone che condividono con noi la stessa passione.

Molto spesso le persone dell’ambiente dicono che non riuscirebbero a immaginare una vita senza i cavalli, e stavolta, purtroppo, lo hanno dovuto sperimentare. Questa esperienza ha rafforzato, in tutti i cavalieri e gli amanti di questi animali, la consapevolezza che i cavalli non sono solo uno strumento, un mezzo per raggiungere i propri obiettivi, ma sono dei veri compagni di vita che ci aiutano a superare anche i momenti più difficili. Non è un caso che, insieme ai cani, i cavalli vengano consigliati a tutte quelle persone con difficoltà nelle relazioni, nella gestione delle emozioni e vengano utilizzati nell’ippoterapia.

Per questo motivo meritano di essere trattati al meglio con il dovuto rispetto.