Paddock Paradise

Paddock Paradise

La gestione del cavallo scuderizzato necessita di uno spazio più o meno grande, definito “paddock”, in cui il cavallo è libero di esprimere ogni tipo di comportamento, di socializzare e di rilassarsi. Intorno agli anni Ottanta, un maniscalco statunitense, Jaime Jackson, dopo aver ferrato alcuni cavalli selvaggi del Great Basin, in Nevada, ebbe l’opportunità di constatare che la loro prestanza fisica e il loro stato di salute, soprattutto degli arti, superavano quelli dei cavalli scuderizzati. Per capirne il motivo, Jackson iniziò a studiare i movimenti e le abitudini dei cavalli selvaggi al fine di creare un’ imitazione del loro stile di vita per riadattarlo ai nostri cavalli. Da qui nasce l’idea del “Paddock Paradise”: uno spazio finalizzato al movimento del cavallo che ricordi il più possibile la vera natura comportamentale dell’animale.

 

Che cosa è davvero il Paddock Paradise?

E’ un insieme di spazi uniti tra loro da corridoi che obbligano il cavallo a muoversi per raggiungere i vari punti di interesse, quali cibo, acqua e altri cavalli. Questa sistemazione dei paddock, impone all’animale un maggiore movimento che lo rinforza a livello fisico agendo particolarmente sugli arti e prevendendo anche tutte quelle patologie comuni ai cavalli scuderizzati.

 

Cosa troviamo all’interno del Paddock Paradise?

Al suo interno sono presenti delle “stazioni” che rappresentano i punti di interesse principali del cavallo:

-le stazioni del cibo sono sicuramente le più importanti per i cavalli che vivono in paddock: vi si accede tramite corridoi e/o elementi da superare;  se ne possono trovare diverse in ogni Paddock Paradise al fine di evitare che gli animali entrino in competizione tra di loro;
-le stazioni dell’acqua sono un altro elemento fondamentale che però non possono essere posizionate in prossimità di altri punti di interesse, in modo tale che il cavallo sia più motivato a muoversi per raggiungere il suo obiettivo;
-i ricoveri e zone d’ombra sono ambienti dedicati al riposo, alla ricerca di un riparo dal sole e dalle intemperie; essi possono essere costituiti da piccole capanne, da teli ombreggianti o più semplicemente da alberi se sono presenti; possono essere adibiti ad un solo cavallo o a più cavalli per favorirne la socializzazione.

Se lo spazio lo consente è possibile aggiungere dei leccatoi comuni costituiti da più blocchi di sale e zone che presentano della sabbia in cui il cavallo ama rotolarsi.

 

A differenza dei classici paddock in cui è presente un solo tipo di terreno (erba, sabbia o terra battuta), nel Paddock Paradise deve esserci una diversificazione di terreni per favorire la propriocezione degli animali: è necessario quindi lavorare il suolo per inserire erba, sabbia, bacini d’acqua, sassi ecc, per abituare il cavallo a muoversi su diverse superficie. Questo aiuterà l’animale a fortificare gli arti ma soprattutto il piede. Può essere utile inserire ostacoli di varia natura quali tronchi, massi, strettoie, avvallamenti e colline, sempre con scopo propriocettivo e per abituare il cavallo ad elementi che potrebbero essere fonte di paure o disagi.

 

E’ importante dedicarsi alla cura del Paddock Paradise, come a ogni altro paddock, sia a livello di suolo che a livello di stazioni: deve essere regolarmente pulito dalle deiezioni; le stazioni del cibo devono essere continuamente rifornite di fieno o altra fibra lunga; l’acqua deve essere una costante; bisogna gestire eventuali problematiche di ristagno e fango soprattutto nel periodo invernale.

Quali sono i benefici del Paddock Paradise?

Un cavallo che impara a vivere nel Paddock Paradise diventa sicuramente più equilibrato soprattutto se abituato al branco; sarà un animale più attivo e più consapevole del proprio corpo, facilitando così il lavoro svolto da sella; i suoi atteggiamenti aggressivi nei confronti del cibo e dei simili diminueranno o addirittura scompariranno; i suoi arti trarranno beneficio dal movimento prevenendo così le problematiche più comuni soprattutto nei cavalli più anziani.
Inoltre il Paddock Paradise favorisce l’indurimento, l’ispessimento della muraglia e della suola dello zoccolo e rende la sua forma il più naturale possibile, permettendo, la maggior parte delle volte, di tenere i cavalli scalzi .

Il Paddock Paradise, però, non è adatto a tutte le tipologie di cavallo. Infatti, i cavalli con patologie più importanti agli arti, non sono in grado di muoversi liberamente in uno spazio così complesso. Per loro è consigliato un paddock semplice, con terreno adatto, in modo tale da avere comunque la possibilità di muoversi senza aggravare la situazione o provare dolore.

Negli Stati Uniti il Paddock Paradise è, per molti centri, una realtà già esistente e sfruttata, grazie soprattutto agli ampi spazi disponibili.
In Italia, purtroppo, sono pochi i luoghi in cui è possibile realizzare un vero e proprio Paddock Paradise a causa della mancanza di spazio necessario, ma l’idea sta avanzando e alcuni centri già utilizzano questo metodo innovativo per il benessere dei propri cavalli.
Anche se i paddock che abbiamo a disposizione non sono così ampi, possiamo sempre cercare di riprodurre le caratteristiche che contraddistinguono il Paddock Paradise, così da migliorare la salute psico-fisica dei nostri cavalli.

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