Cultura Equestre: il branco

Cultura Equestre: il branco

E’ importante conoscere la struttura sociale del cavallo perché questo può aiutarci anche in scuderia. Infatti, quando vogliamo lasciare in paddock i nostri animali è importante conoscere i caratteri e le loro affinità per non incorrere in eventuali problemi di relazione.

 

In natura è difficile trovare individui solitari perché i cavalli tendono ad organizzarsi in gruppi e al loro interno possiamo studiare una gerarchia utile ad assicurare la stabilità del gruppo stesso. Ciascun membro appartiene,a sua volta, a un determinato rango, stabilito da quelle che possiamo definire “prove di forza” sia in forma attiva che passiva: in situazioni di confronto con altri simili, il cavallo assume atteggiamenti aggressivi o di sottomissione fino a stabilire il proprio ruolo. Creando un legame con individui di altri ranghi, il cavallo può aumentare il proprio grado sociale (possiamo prendere come esempio il puledro con la madre).

Ogni cavallo tende ad avere uno/due membri “preferiti” all’interno del branco con il quale/i quali passa più tempo, soprattutto per le attività di grooming. Questi legami nascono, solitamente, tra esemplari di solito rango e stessa età. Queste “amicizie” se sviluppate in età giovanile tendono a scomparire con il passare del tempo, mentre se costruite in età adulta possono durare tutta la vita, soprattutto tra i membri di genere femminile.
Nel branco il genere sessuale non ha importanza per stabilire il proprio rango sociale poiché maschi e femmine differiscono poco da dimensioni e strumenti di difesa contro le aggressioni (denti e posteriori).

Esistono due forme di gruppi: il branco natale o di origine e il branco di scapoli.

Il branco natale o familiare

Il branco familiare è un gruppo che presenta femmine, puledri e stalloni ( al massimo due ) che difendono il gruppo, il territorio e le femmine da altri stalloni che tentano di accoppiarsi con esse.

Cominciamo, allora, con lo sfatare il mito dello “stallone come capobranco”: molti studi hanno dimostrato che questo ruolo viene in realtà ricoperto principalmente da una femmina con molta esperienza, che ha il compito di guidare il branco e dirigere le attività al suo interno. Ma anche questo non è del tutto vero. Infatti, il ruolo di leader cambia in base alle situazioni e al contesto: lo stallone interviene in momenti di minaccia e la femmina si occupa degli spostamenti, ecc. . In poche parole, il gruppo segue il cavallo più adatto a ricoprire il ruolo di leader in quell’esatto momento.

Il branco familiare è quello in cui i puledri nascono e che lasciano, soprattutto nel caso di stalloni, al momento in cui raggiungono l’età adulta ( tra i due e i tre anni ). Le femmine più raramente lo abbandonano per cercarne un altro che diventerà la loro “famiglia” per il resto della vita.

Il branco degli scapoli

E’ formato da giovani maschi che hanno abbandonato il branco di origine a causa della possibile minaccia che potrebbero rappresentare per lo stallone dominante, che potrebbe cacciarli di sua volontà, oppure per mancanza di gioco. I giovani infatti sono attratti da questi gruppi per la possibilità di gioco e interazione sociale.

Il branco degli scapoli vive nelle vicinanze di uno o più branchi familiari in attesa di un possibile accoppiamento oppure della possibilità di sfidare lo stallone leader. Infatti le possibilità per gli scapoli di creare un branco sono: accoppiarsi con una femmina sottratta ad un altro gruppo o dispersa oppure usurpare il ruolo di leader per appropriarsi del suo branco. Per questi motivi, soprattutto nella stagione riproduttiva, la gerarchia di questi gruppi viene modificata continuamente. Questo periodo infatti è caratterizzato da scontri tra scapoli che possono durare anche mesi e concludersi con l’allontanamento di uno o più individui.
Questo branco di passaggio è un’esperienza di formazione fisica e psicologica importante per il cavallo prima della creazione di un proprio gruppo di appartenenza.

 

Per i cavalli scuderizzati è importante avere dei punti di riferimento. Il principale deve essere il proprietario che dovrà avere un comportamento tale da potersi definire leader. Il cavallo allora si sentirà parte di un gruppo e rispetterà il proprio ruolo.